SPUnTI di ATTUALITA’ – LETTERA APERTA al male

Conservo gli stessi dubbi sui vertici economici del volontariato e la stessa ammirazione per GIRANOLEPALLESALVEZZA_1la base che opera sul campo… ma oggi sono ferito, perché la calunnia ha vinto sulla dignità. Se il venticello si è fatto tempesta in un attimo, siamo in pericolo: l’emergenza democratica c’è tutta.
L’Aquarius cessa l’attività di soccorso, soffocata dal sospetto nelle vesti di buon senso. Esseri umani (è già successo) moriranno di stenti, abbandonati nell’alto mare dell’indifferenza di Stato. La gente, faceva dire Stanley Kubrick in “Arancia meccanica”, è disposta a rinunciare alla democrazia per un rassicurante ordine quotidiano.
Oggi Salvini sembra un maestro di pensiero; ha perfino reintrodotto l’educazione civica a scuola (scelta più che condivisibile, perfino…). Attenzione, però: quando il consenso lo avrà reso inattaccabile, Matteo Primo Salvini getterà la maschera; allora, contrariamente a quel che si usa dire, NON ne riparleremo; non ne avremo più
il diritto…FEZ

SPUnTI di ATTUALITA’ – Numismatica del DISASTRO – la crisi dei “grandi” vista dal vero

GIRANOLEPALLELa verità dei fatti si coglie nei segni minimi. Questo vale tanto per la situazione reale di crisi dell’economia italiana quanto riguardo allo “spettro” della brexit, che si aggira per l’Europa…

 

Per vedere oltre cortina, al di là della nebbia di chiacchiere, dobbiamo seguire le sorti di un ambiente di nicchia: la numismatica. Le monete in metallo prezioso, coniate da Italia e Inghilterra, ci raccontano una verità differente da quella ufficiale. Seguitemi, se vi va.

 

Negli anni Sessanta la Lira del boom era talmente forte e stabile che il governo di allora si risolse nel coniare una moneta celebrativa da 500 Lire in argento, destinata al corso legale, cioè regolarmente circolante. Si trattava delle cosiddette 500 Lire “caravelle” che, nella versione errata, con le vele al contrario, oggi si aggira su un valore tra i 1200 e i 1500 €.

Dopo quell’esperimento, l’Italia, come anche gli altri Paesi dell’economia forte, destinarono il conio speciale, in oro e argento, alle emissioni da collezione o investimento.

 

Il conio d’oro italiano, negli anni della moneta unica, fino al 2016, è consistito in due emissioni, una da 20 € (che si aggira sui 300 € di valore reale), una da 50 € (che viene venduta fra gli 800 e i 1200 €, a seconda della rarità)…

Dal 2017 cambiano, al ribasso, il valore facciale e il prezzo delle emissioni: 10 € e 20 €, vendute a meno della metà delle emissioni precedenti. Perché questo impoverimento? Perché questo “lusso al risparmio”, se si conia in oro soprattutto per fare cassa con i collezionisti? Ecco perché: la crisi non consente un consistente conio in oro, considerato anche (ma non solo) il fatto che la gente non spende più in beni di lusso. Pezze al culo, popolarmente… anche per la Zecca di Stato.

 

La sterlina inglese viaggia su altre quote. L’emissione in oro è pari all’oncia, trenta grammi circa; una sola emissione all’anno, in molti pezzi, come se fosse destinata a circolare normalmente, ma venduta fior di conio, cioè intatta; 1000 € circa di valore all’unità (per ciascuna moneta). Perché l’Inghilterra della brexit si comporta con l’oro come l’Italia del boom ha fatto con il meno nobile argento? Ecco perché: il Commonwealth è un’unione di Paesi (tra i quali il ricco Canada); è un ampio e prospero mercato, del quale si tace. Sarebbe a dire che l’Inghilterra può fare a meno dell’Europa, tant’è vero che ha conservato la propria moneta (la Bamca d’Inghilterra è tra l’altro, garante della Borsa Valori di Milano…). Non solo: l’Inghilterra protestante ha investito anche nell’Irlanda del nord, cattolica, che ha visto crescere “misteriosamente” il proprio Prodotto Interno Lordo, mentre ancora echeggiavano le notizie di un tracollo imminente della patria dei Celti.

 


MORALE: l’economia ufficiale è un artefatto…


 

Con PERMESSO – Apologo – da sinistra – della destra legalitaria

falconeborsellino

Non mi riconosco in nessuna linea di destra, nemmeno moderata, perché, secondo me, il classismo di destra non è mai moderato: è, al più, vestito, talvolta, di una cortesia borghese. Adesso facciamo sul serio: c’è, del pari, una destra becera, spregevole, aberrante, violenta e vigliacca; c’è un’isteria equivalente nella sinistra armata, pure lei, di spranghe, che promette a Salvini un posto a Piazzale Loreto… Non ci piace un tono simile, in repubblica: una repubblica che, per volontà di Togliatti, ha amnistiato i fascisti, forte delle sue ragioni democratiche ed elevate.

Diremo di più e meglio: chi si sognerebbe di disprezzare l’uomo di destra Paolo Borsellino, quando il moderatismo è Berlusconi, amico orgoglioso del mafioso detenuto Dell’Utri e del malversatore Previti, galeotto a sua volta, senza bisogno di alcun libro peccaminoso e tentatore, per giunta?

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Ecco: Borsellino è espressione della destra legalitaria, alla cui scuola si forma anche un giovane Travaglio (si sarà forse rovinato col crescere?) che, per questo, viene intervistato dall’irriverente Daniele Luttazzi, presto eclissato, estinto per l’inconfessato volere della destra democratica dei mafiosi, ma galantuomini. Quella destra democristiana, che si credeva assolta, ma era lo stesso coinvolta,  e che plaudiva agli Scelba, letteralmente responsabili del fuoco “amico” contro gli studenti, in una Genova degli anni Sessanta, la quale mai avrebbe creduto, allora,  di lietamente ridursi, oggi,  alla mercé di un Toti-potente… 

Sono democraticamente incline al favore verso la destra legalitaria incarnata da Borsellino; confido nella lucidità equanime di una sinistra democratica, che sappia correggere le sbavature di questa destra migliore, perché sa occuparsi del serio, del garantire che le distinzioni sociali non possano che essere fondate sull’utilità comune; soprattutto, che non si faccia beffe della decenza e dell’Accademia della Crusca, confidando nell’orgoglio di genere attraverso sindaca, assessora, ministra, onorevoLa come provoLa… e basta…

La COPERTINA – Com’è triste RIGOPIANO

RIGOPIANO_valangaEra Venezia, nella canzone di Aznavour… Diciotto posizioni, nel procedimento penale sul disastro all’Hotel Rigopiano, sono state stralciate ed archiviate. Tra di esse, si contano amministratori pubblici, alcuni dei quali già maggiorenti politici. Anche fra i rinviati a giudizio, però, si trovano amministratori pubblici: tra gli altri, un sindaco ed un ex presidente provinciale. Perché i vertici sono stati affrancati? Perché, si legge nella motivazione, la responsabilità è dei tecnici. Bene. Perché, allora, la responsabilità dei tecnici non è bastata a sollevare dalla colpa presumibile anche gli amministratori di ruolo inferiore a quello degli esclusi? Queste domande motivano ad un approfondimento, credo.

 

 La Procura di Pescara ha archiviato il procedimento per la parte relativa ai presunti ritardi nei soccorsi. La questione dei presunti ritardi è stata derubricata dal corpo e dal contesto dell’impianto accusatorio: in forza degli esiti peritali a corredo,


– IL FATTORE TEMPO NON AVREBBE AVUTO UN’INFLUENZA CAUSALE SUGLI ESITI DELLA TRAGEDIA –


 

Significa che non c’è rapporto di causa – effetto tra i 29 morti e un ritardo nei soccorsi. Ho sentito il primo sordo boato, ho telefonato due ore prima che il fronte di neve cedesse, ma mi hanno riso in faccia: “E’ tutto a posto!” Ora sono morto…

FARO_logo

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Con PERMESSO – Il pensiero delle Thatcher, dei Reagan ed altre verità artefatte

CON_PERMESSOIn economia si studia che l’inflazione e la disoccupazione sono in relazione di proporzionalità inversa: quando una cresce, l’altra diminuisce di conseguenza. Più elegantemente, può dirsi che disoccupazione ed inflazione disegnano un ramo di iperbole equilatera, che sarebbe il grafico ricavato dalla relazione in parola. Questa legge, secondo cui per tenere bassa (e stabile) l’inflazione, bisogna che sia molto alta la disoccupazione (è proprio questo il senso) potrebbe derivare da una sera di bagordi della peggior conventicola di ubriachi: si tratta, invece, della chiave di volta nell’arco dell’economia liberista degli anni Ottanta. Insistiamo: ci sono economisti, celebrati da capi di governo, i quali sostengono che la stabilità economico-finanziaria si fonda sul mantenere alta la disoccupazione. Questa lampante intuizione si deve all’economista neozelandese Alban William Phillips; curva di Phillips è l’iperbole equilatera d’interesse economico in parola. L’iperbole si studia in quarta liceo scientifico; è roba da quarta superiore. La Thatcher eTHATCHER_Margareth Reagan hanno impostato le loro disastrose scelte sulla dottrina di saggi che giocherellavano con una matematica da scuola media superiore. Quando si arriva alla geometria analitica e alle coniche, si è già imparato, nel frattempo, a fare dei cambi di variabile. Se, con l’aiuto di un’altra legge, detta di Okun, che mette in relazione l’inflazione e la crescita (la tanto evocata crescita), si effettua, nella curva di Phillips, un cambio di variabile, se ne vedono delle belle… Basta sostituire la disoccupazione con il suo inverso, cioè l’occupazione, per scoprire che, al crescere degli occupati (non più dei disoccupati) l’inflazione è altrettanto stabile.

REAGANQuello che qui si vuol far risaltare è che la teoria neoclassica, la quale illumina gli economisti e i saggi della finanza, è banalmente fondata sulla menzogna, sul falso scientifico e sulla millanteria sostenuta da una matematica tanto elementare da farle torto col solo elevarla a strumento di politica economica.